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I martedì col Mister

Mister Maurizio Quaranta - annate 2013 e 2014

 

Mister ci racconti dei suoi inizi…

Ho cominciato a giocare a calcio a 8 anni nello Juventus Club, poi con tutti i miei amici ci siamo spostati a Baganzola dove sono rimasto fino agli Allievi. A 14 anni, infatti, sono tornato allo Juventus Club dove ho giocato con Allievi Regionali, U18, U21 e Seconda Categoria.

ll primo incontro con il mondo Montanara?
Diciamo che l’ambiente gialloblu l’ho sempre conosciuto anche se non direttamente. Nell’estate del 2020 Salvatore Lento mi ha contattato (perchè come ama scherzosamente dire “ci vede lungo”) ed in breve tempo sono passato da allenamenti estivi alla guida dell’annata 2013.

Quale pensa sia il segreto di questa società?

L’autenticità dell’ambiente che ti porta a contatto con persone che hanno il Monta nel proprio DNA. Chiunque faccia parte di questa grande famiglia si fa in quattro per il bene della società e questo ti permette di lavorare in modo sereno spronandoti a dare il meglio al gruppo che hai a disposizione. Bambini e genitori ci tengono tantissimo e la loro passione ti porta “dentro”.

Che obiettivi ha per la stagione?

Recepire ogni stimolo esterno che mi permetta di implementare il mio percorso di crescita come allenatore. Dare ai miei ragazzi ciò che serve per fargli dire “voglio venire al Monta”. Si conoscono dall’asilo, escono da scuola e si ritrovano insieme. Per loro fare festa significa incontrarsi per giocare sui loro campi e mangiare qui in gruppo.

C’è qualcuno in particolare al quale si ispira?

Mister Guerra, mio allenatore a 14 anni, figura molto importante durante la mia crescita come atleta e come persona. Mi ha trasmesso l’incredibile binomio del rigore unito al divertimento con la relativa valenza educativa che comporta. Apprezzo molto anche mister Allegri che esprime calcio mantenendo come priorità la crescita dei suoi giocatori.

Le qualità per essere un buon allenatore?

Pensare sempre al bene del bambino. Si deve insegnare a giocare a calcio e vincere non conta nulla se non insegni. Inizialmente avevo qualche remora sulla mia capacità di rapportarmi con dei bambini, essendo sempre stato abituato a gestire degli adulti, ma il dialogo con il mio gruppo si è creato da subito in maniera spontanea. La chiave è essere tu in primis un bambino senza che ciò intacchi il rigore che devi mantenere. Giochi con loro, gli corri dietro ma mantieni sempre il giusto equilibrio con la disciplina.

Mister parla di rigore, che valori vuole trasmettere?

Educazione, rispetto delle regole e dei compagni, divertimento. Si parte dalle piccole cose, ad esempio quando si gioca in esterna ci si muove tutti in gruppo. Non si buttano le carte per terra e le bottigliette d’acqua vuote vanno nel contenitore della plastica. Come è stato detto “insegnare il gioco del calcio è semplice, ciò che lo rende difficile sono le persone”. Divertirsi insieme a loro crea delle emozioni, cosa che il calcio non mi dava da anni. E quando riscopri la passione insegnare ti viene d’istinto.

Ha citato le emozioni, ce ne racconti una…

Quando ho iniziato coi 2013 uno dei miei bambini era molto timido e taciturno ma poco a poco sta iniziando ad aprirsi, ad essere più espansivo e a definire il suo carattere. Quest’estate con la società decidiamo di andare in ritiro a Pessola e sua mamma aveva già prenotato per un altro camp. Lui si impone e dice alla mamma: “io voglio stare con il Monta non voglio andare all’altro camp.”  C’era un piccolo problema, la mamma aveva già pagato e glielo dice, ma lui in modo deciso e spontaneo le risponde: “mamma, i soldi te li do io”. Crescita e attaccamento, poco altro da aggiungere.

Un voto a Mister Quaranta

8….per impegno e passione.

 

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