………………………..191 giorni.
Nessuno di noi aveva mai trascorso così tanto tempo lontano da un campo da calcio.
Sono stati mesi difficili.
Abbiamo dovuto chiudere in fretta e furia i nostri cancelli a marzo, chiedendoci se e quando li avremmo riaperti.
Abbiamo perso persone a noi care, abbiamo visto per mesi i nostri ragazzi solo dallo schermo del cellulare o del pc.
Abbiamo fatto il nostro dovere aiutando la gente del quartiere, per quanto possibile, mettendo a disposizione uomini e mezzi.
A maggio ci siamo fatti una promessa: se ci saranno le condizioni, a settembre i nostri ragazzi torneranno sui campi.
Non per arroganza, tanto meno per superficialità.
Semplicemente perché è il nostro lavoro, la nostra missione. Ogni anno centinaia di ragazzi crescono con la nostra maglia addosso.
Creano nuove amicizie, fanno sport, si divertono, litigano, fanno pace.
Trascorrono gli anni più belli della loro vita sui nostri campi.
Avevamo e abbiamo il dovere di ripartire, per non negare a nessuno di loro la gioia che solo questo sport sa regalare.
E come sempre accade, è servito privarci di tutto questo per 191 giorni per capire realmente e con maggior forza il senso del nostro lavoro.
Abbiamo trascorso l’estate più impegnativa della nostra storia societaria, studiando i due protocolli in ogni dettaglio, ascoltando il parere degli esperti, analizzando i rischi e cercando le soluzioni migliori per garantire la piena sicurezza a tutti i nostri atleti.
Abbiamo redatto un nostro rigido regolamento interno, abbiamo messo a disposizione tutti nostri collaboratori e abbiamo investito il necessario per rendere le nostre strutture sicure.
Non sappiamo se tutto il nostro lavoro sarà servito a qualcosa.
Ma noi avevamo il dovere di farlo.
Oggi, guardando le facce dei nostri ragazzi che entravano in campo, per un attimo abbiamo pensato tutti la stessa cosa: “Si, ne è valsa la pena”. 💙 💛

 

💙 💛

 

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Grazie la società.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Grazie la società